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La Regione Umbria adotta una legge sugli “acquisti verdi”

Lo scorso 2 dicembre, il Consiglio regionale della Regione Umbria ha approvato a maggioranza (contrario il centrodestra) una proposta di legge sugli “acquisti verdi” della Pubblica amministrazione. La legge prevede l’adozione della politica comunitaria del "Green public procurement" (acquisti verdi della pubblica amministrazione) quale sistema di orientamento dei consumi pubblici verso quei beni e servizi a minor impatto ambientale che presentano un vantaggio economico per la pubblica amministrazione, considerando i costi sostenuti nell’intero ciclo di utilizzo del prodotto o del servizio.
In pratica, la legge pone una serie di obiettivi che comprendono la riduzione dell’impatto ambientale di prodotti e servizi utilizzati;la riduzione del consumo di risorse naturali non rinnovabili e della produzione di rifiuti. Inoltre, sono previsti l’incentivazione e l’utilizzo di materiali recuperati o riciclati, il contenimento dei rischi ambientali, grazie alla progressiva limitazione, sostituzione o eliminazione dell'acquisto di prodotti tossici, pericolosi o di difficile smaltimento o che presentano un significativo impatto ambientale. Si prevede anche l’agevolazione della diffusione di tecnologie e tecniche eco-compatibili, di sistemi di produzione a ridotto impatto ambientale e sistemi pubblici di etichettatura ecologica dei prodotti.. Infine, la legge prevede la promozione, a livello regionale e locale, di attività d'informazione e sensibilizzazione alla problematica degli acquisti ecologici e ai modelli di consumo più responsabili.
Questa legge mira a porre l’Umbria tra le Regioni più avanzati in questo tipo di politica.

Per maggiori informazioni si veda il comunicato stampa della Regione Umbria.

[ABITAT, Dicembre 2008]

 

SOS Svizzera: "Gli enti pubblici facciano acquisti equi"

Zurigo – Il Soccorso operaio svizzero (Sos) lancia una campagna contro lo sfruttamento del lavoro forzato e minorile rivolta agli enti pubblici. Intitolata ‘ No allo sfruttamento con le nostre imposte!’, la campagna invita Confederazione, cantoni e comuni ad acquistare beni prodotti in condizioni decenti.
L’acquisto di prodotti a basso costo all’estero ha spesso un lato oscuro. Molti di questi beni vengono fabbricati in condizioni disumane: persone costrette a lavorare 70 ore la settimana, salari da fame, sfruttamento del lavoro minorile e ambienti di lavoro pericolosi per la salute sono frequenti in molti Paesi. I prezzi stracciati di un prodotto sono spesso il segnale di condizioni di lavoro indecenti, ha sottolineato ieri a Zurigo Hans-Jürg Fehr, presidente di Sos.
Gli enti pubblici vanno considerati in questo campo come i ‘tutori del diritto’, ha proseguito Fehr, ovvero delle regole internazionali che vietano il lavoro forzato e minorile e qualsiasi forma di discriminazione sul lavoro legata al sesso, alla provenienza o alla religione.
Acquistare un prodotto seguendo solo il criterio del prezzo è inaccettabile anche di fronte alla concorrenza in Svizzera e in altri Paesi che rispettano i criteri di base del diritto del lavoro, ha aggiunto Fehr. Gli enti pubblici hanno la possibilità di influire sulla domanda: il volume dei loro ordini raggiunge 36 miliardi di franchi l’anno. La fetta più grande della torta, pari a 30 miliardi, riguarda i cantoni ed i co­muni, cui la campagna di Sos si rivolge in modo particolare.
Nei prossimi tre anni l’organizzazione intende presentare in tutti i cantoni e in 500 comuni proposte volte ad obbligare le istanze competenti a decidere i propri acquisti in modo ‘equo’ ( www.kehrseite.ch).

[Fonte: La Regione 29.04.08]

 

La frutta "sostenibile" entra nei distributori automatici dell'Emilia Romagna

Ananas e cocco biologici del Ghana sono entrati nel circuito "Mangiar sano" e negli oltre 400 distributori automatici "Buon ristoro", a Bologna, Modena, Parma e Reggio Emilia. Si tratta di un progetto dell'associazione Ghanacoop, interamente costituita da migranti, e della Provincia di Modena, che consentirà di offrire in centinaia di distributori automatici, situati soprattutto presso le scuole della regione, frutta fresca garantita dal marchio internazionale Fairtrade.

[Abitat, Febbraio 2008]

 

Anche il trucco puo' essere ecocompatibile

Spesso, i prodotti per la cura del corpo e la bellezza sono messi sul mercato dopo una lunga serie di test che coinvolgono anche l'uso di animali da laboratorio. La questione sembrerebbe richiamare il mito della presunta incompatibilità tra soddisfazione dei bisogni umani e rispetto per la natura e la vita animale, ma alcune aziende del settore stanno cominciando ad operare con crescente attenzione all'ambiente, dimostrando che anche per questo tipo di prodotti, l'eco-compatibilità non è affatto una chimera. L'azienda francese Color.cos è una di queste aziende ed ha recentemente superato l'esame dell'Istituto per la certificazione etica e ambientale (ICEA), come modello di impresa eco-sostenibile, capace i coniugare al meglio alte prestazioni dei prodotti e rispetto per la vita animale e gli ecosistemi.

[Abitat, Febbraio 2008] 

 

 

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